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La marea sale. Sale dentro di noi silenziosa come cenere. Il suo torpore è lacerante quando sgorga dal nostro sguardo. Ci siamo riempiti di essa per non sentire il vuoto, perchè il rumore della nostra voce ci pare più straniero del silenzio. Ma il suo è un calore perverso, temporaneo.
E' anni che non piango per me stesso. Forse non ho nulla da dirmi o non trovo il tempo per farlo. La mia condizione è dettata da ciò che gli altri vedono in me? Davvero sono solo un riflesso sull'acqua?
Cerco con le unghie affondate nella nuda terra la mia parte di divinità quella che mi è stata promessa, che è stata promessa ad ognuno di noi.
Le mia mani nere salgono al volto, non trovo nulla. Solo le stesse paure, di sempre.
La scoperta della mia umanità mi terrorizza.
La paura è una marea, ma anche la calma è una marea.
" Un dio senza paura è comunque un dio. Un uomo senza paura è un uomo senza speranza".
La marea cala come un sospiro. Quello che porta con sè è l'essenza della nostra anima.